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Guarcino e la sua Storia di Luigi Benassi: Origini e prime vicende -01

ORIGINI E PRIME VICENDE:

 PREISTORIA

 Nel massiccio montuoso,situato nel cuore dell’Appennino e che divide il Lazio dall’Abruzzo, in tempi remotissimi si inserirono degli uomini, dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia, sfruttando ciò che la natura aveva fornito in abbondanza:

  - I boschi

 - La selvaggina

 - I pascoli

 - L’acqua

 Come abitazioni utilizzarono dapprima le caverne, i cunicoli e le grotte, numerose nella zona, data la natura carsica del terreno. In seguito cominciarono a sorgere le prime rozze abitazioni, fatte di pietre, fango e paglia, molto simili alle capanne che, fino a qualche anno fa, i nostri contadini costruivano sui loro poderi per ripararsi dalle intemperie. 

Nei secoli successivi, un grande gruppo di pastori nomadi indoeuropei, dopo lunghe trasmigrazioni, arriva in Italia e si installa sui monti dell’Appennino Centrale,    costituendo   il   ceppo   d’origine della stirpe Umbro-Sabino-Ernica che va così man mano a scalzare e poi  ad integrarsi con le genti già installate in loco. 

I pericoli naturali rappresentati dalle bestie feroci, quali orsi e lupi, ed il pericolo di aggressioni per razzìa da parte di altri nuclei viciniori,indussero gli abitatori di queste zone ad erigere delle mura attorno all’abitato, per una maggior protezione ed una migliore difesa. In Anagni, Ferentino, Veroli, ma soprattutto in Alatri,possiamo ammirare esempi importanti e ben conservati di mura costituite da colossali macigni

innestati tra loro senza calce. La recinzione più alta costituiva punto strategico e  sacro, ed era chiamata Acropoli dai Greci ed Arx dai Romani.

 

GLI HERNICI

Il popolo che si era impiantato tra le valli del Cosa, dell’Aniene e del Sacco e che aveva costituito, tra gli altri, i centri abitati di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, a causa della natura carsica delle terre su cui viveva,cominciò ad essere identificato con la parola “Herne”, che ,  nella primitiva lingua di queste genti, aveva il significato di Roccia, Pietra o Sasso. 

Gli ” Hernici” quindi erano gli abitatori di quelle zone aspre e sassose ,che segnano il confine tra il Lazio e l’Abruzzo, che si identificano oggi con la zona montana e pedemontana dei Monti Ernici.

Essi avevano un aspetto rude e bellicoso, ed erano solidi come le rocce su cui vivevano.

Dall’Eneide di Virgilio e dagli scritti di Dionigi di Alicarnasso, apprendiamo che erano vestiti di pelli di animali, portavano in testa un copricapo di pelle di lupo, avevano un solo calzare al piede destro e combattevano lanciando giavellotti con entrambe le mani, o proiettili di piombo o pietre con le fionde.

Vivevano in centri autonomi riuniti in una federazione in modo da regolamentare i comuni interessi,soprattutto scambi e difesa.

Periodicamente gli anziani dei vari centri si radunavano in Anagni, capoluogo e centro sacro, e si eleggevano il capo ed il senato.

L’attività principale era la pastorizia. Molto praticata la caccia.

Importanti anche il taglio dei boschi, ed in pianura la coltivazione di grano, vite ed ulivo.

 

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LUIGI BENASSI Nato a Guarcino (Fr) il 27-3-1945, attualmente vive a Mentana (Rm) e lavora a Roma. Pittore per hobby , autodidatta, ha partecipato a mostre collettive a Fiuggi e Guarcino (Fr) negli anni ’70 , riscuotendo un notevole successo di pubblico e di critica. Sempre in quegli anni ha tenuto una personale ed altre mostre collettive ad Iglesias e Portoscuso in Sardegna. A Roma negli anni ’80 si è dedicato ai Presepi artistici curando la realizzazione scenografica e creando personalmente in terracotta i personaggi , ricevendo numerosi premi ed attestati e chiamato a tenere corsi presepistici. Negli anni ‘90 ha fatto parte della giuria per le Mostre di Pittura Estemporanea delle Estati Guarcinesi. Le sue espressioni artistiche spaziano dalla pittura ad olio all’acquerello, dalla scultura alla poesia, al canto corale esercitato per 30 anni anche a livello internazionale, al restauro di oggetti d’arte e decorazioni di ambienti, alla realizzazione completa di film-documentari (storici e naturalistici di cui ben cinque su Guarcino, il primo dei quali nel 1976) trasmessi da reti televisive private. Mentre in passato i soggetti dei suoi dipinti sono stati quasi esclusivamente paesaggi e scorci di paese, nell’ultimo decennio si è dedicato alla figura umana, soprattutto alla creazione di immagini sacre, in particolare icone, dipinte e dorate secondo i canoni dell’antica tecnica dei monaci bizantini, utilizzando tempere all’uovo per le figure, e argilla armena e foglie d’oro per la doratura, il tutto su supporti in legno, anche antico, preparato a gesso e colla proteica. Negli ultimi anni ha esposto le sue opere più volte alla Galleria Borghese di Mentana e nel Teatro Comunale di Guarcino, con un notevole successo di pubblico e di critica, ricevendo numerosi Premi e Attestati, tra cui un Diploma di Maestro Iconografo. Nel corso del 2003 ha esposto nella Galleria Artarte degli Altipiani di Arcinazzo. Nell'estate 2004 ha tenuto un corso di Trompe l’oeil in Artarte e dal 20 al 29 Agosto ha esposto dipinti ad olio, acquerelli, icone e oggetti d'arte restaurati nella sala del Teatro Comunale di Guarcino in una mostra insieme con il fratello Sandro pittore-scultore. Nell'Agosto 2005 ha esposto ancora nella sala del Teatro Comunale di Guarcino di nuovo insieme con il fratello Sandro. Nel 2003 ha creato in internet la comunità Amici di GUARCINO con oltre 150 iscritti sparsi nel mondo, visitata annualmente da migliaia di internauti guarcinesi e non ( http://groups.msn.com/AmicidiGUARCINO ) e che, dopo la chiusura dei gruppi MSN si è trasferita in multiply, ed ora è rintracciabile al seguente indirizzo: http://gliamicidiguarcino1.multiply.com/. Dal 2008 anche in Facebook c’è un gruppo Amici di Guarcino. L’ amore per la terra natìa è stato sempre presente in tutte le sue espressività artistiche, ed è testimoniato da tutte le sue opere.

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